L'Azienda Ospedaliera Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano è il principale presidio sanitario dell'area sud-ovest della Città Metropolitana di Torino. Da oltre vent'anni l'Associazione San Luigi Gonzaga ONLUS affianca l'ospedale con progetti di umanizzazione delle cure, dall'acquisto di attrezzature sanitarie alla Biblioteca Pubblica interna, contribuendo a rendere il tempo del ricovero più sostenibile per chi lo vive e per chi lo accompagna.
Il parco dell'ospedale, pur esistendo da tempo, non è mai stato pensato per un uso terapeutico. Il personale clinico ha individuato due esigenze precise. Da una parte i pazienti con cerebrolesioni, sclerosi multipla e altre fragilità, per i quali uscire in uno spazio aperto e sicuro rappresenta parte del percorso riabilitativo. Dall'altra i familiari e i caregiver che hanno bisogno di luoghi accoglienti al di fuori del reparto, capaci di alleggerire il peso emotivo della degenza. È a partire da questi bisogni che nasce l'idea di ripensare gli spazi verdi dell'ospedale in chiave terapeutica.
Il progetto "Spazi che curano" di Associazione San Luigi Gonzaga ONLUS
Il progetto realizza percorsi e aree di sosta terapeutiche all'interno del parco dell'AOU San Luigi, progettati in co-design con la Struttura di Medicina Fisica e Neuroriabilitazione e realizzati in collaborazione con Citiculture, che ha portato nel parco ospedaliero il proprio modello di vigna urbana. Su una superficie di 1.100 mq trovano posto 400 barbatelle di varietà PIWI, coltivate in vasi hi-tech modulari adatti a un contesto ospedaliero e distribuite in tre aree dedicate a differenti trattamenti neuro-motori. Una quarta area, dedicata a erbe aromatiche e piante ornamentali, introduce una componente sensoriale al percorso. Al centro dello spazio, un'area attrezzata con sedute permette la sosta e l'incontro, oltre allo svolgimento delle attività riabilitative all'aperto in continuità con quelle svolte in reparto.
L'intervento segue alcuni principi condivisi fin dalla fase di progettazione, a partire dall'accessibilità universale dei percorsi, pensati per accogliere anche persone con disabilità motorie e cognitive. Gli interventi sul verde restano leggeri, con materiali a basso impatto che rispettano l'area esistente, mentre la progettazione nasce dal confronto costante con l'équipe clinica di Neuroriabilitazione, che ne orienta gli aspetti funzionali fin dalle prime fasi. A completare il quadro è un sistema di sensori IoT sviluppato dal Politecnico di Torino, che monitora gli impatti ambientali del parco insieme a una rilevazione qualitativa degli effetti percepiti nel tempo da pazienti e operatori.
Nel medio periodo, l'obiettivo è che le sessioni riabilitative all'aperto diventino parte stabile dei percorsi clinici, migliorando la qualità percepita del ricovero e riducendo l'isolamento di pazienti cronici e anziani. Il modello messo a punto a Orbassano è pensato per essere replicabile in altre aziende ospedaliere del Piemonte.
A chi è rivolto il progetto
A beneficiare direttamente del progetto sono i pazienti dell'AOU San Luigi, circa cinquecento tra degenti e persone seguite in ambulatorio, insieme ai centocinquanta operatori sanitari coinvolti nei percorsi riabilitativi all'aperto.
Il progetto raggiunge anche chi vive il ricovero da vicino senza esserne protagonista diretto: circa quattrocento tra familiari e caregiver trovano nel parco uno spazio di sollievo lontano dal reparto, mentre mille cittadini della cintura sud-ovest torinese possono utilizzare liberamente l'area aperta. In totale sono oltre duemila le persone coinvolte, con un'attenzione prioritaria rivolta a chi convive con disabilità complesse e fragilità.
Nome del progetto: Spazi che curano - Un nuovo luogo di cura e socialità
Organizzazione proponente: Associazione San Luigi Gonzaga ONLUS
Area di intervento: Salute & Welfare



