In Italia operano numerose sartorie sociali che recuperano materiali e tessuti per dare vita a nuove produzioni, offrendo formazione e lavoro a donne in situazioni di vulnerabilità, persone migranti, persone con disabilità o con un passato di detenzione. Per chi incontra ostacoli importanti nell’accesso all’occupazione, questi laboratori rappresentano un contesto in cui le fragilità vengono accolte e la crescita professionale è accompagnata passo dopo passo.

Molte di queste realtà, tuttavia, faticano a sviluppare il proprio potenziale produttivo e commerciale. La mancanza di spazi e macchinari adeguati, di competenze nella pianificazione della produzione e di figure formate per coordinare il lavoro limita la possibilità di accogliere nuove commesse e nuove persone. Il rischio è che i percorsi di formazione e inserimento restino esperienze temporanee, senza tradursi in un’occupazione stabile e in una reale autonomia economica.

Il progetto “Distretto Innesti” della Cooperativa Sociale Quid

Distretto Innesti mette in rete sartorie sociali, imprese, enti pubblici e organizzazioni del Terzo Settore per rafforzare i laboratori dal punto di vista produttivo e organizzativo. Il Distretto lavora sulla dotazione di spazi, macchinari e attrezzature, sull’accompagnamento nella gestione delle commesse, dei tempi e dei metodi di lavoro, e sulla formazione di coordinatori e trainer, che seguono il controllo qualità e trasmettono le competenze alle persone inserite. Il modello di Quid, già sperimentato nelle proprie sedi, viene progressivamente adottato dalle altre sartorie della rete.

In questo sistema si inserisce la borsa lavoro attivata in uno dei nodi Quid del Distretto. La persona beneficiaria viene selezionata insieme a enti di reclutamento pubblici e del Terzo Settore, sulla base delle sue competenze, potenzialità e bisogni, e viene assunta con un contratto regolato dal CCNL. Il percorso prevede una formazione on the job in ambito sartoriale, che riguarda le lavorazioni, il controllo qualità e il rispetto degli standard produttivi, affiancata dallo sviluppo di competenze legate all’organizzazione del lavoro e al lavoro in squadra. A questo si aggiunge un accompagnamento pedagogico e burocratico continuativo, con sportello dedicato, sostegno psico-emotivo e mediazione, pensato per facilitare l’accesso ai diritti e ai servizi e ridurre il rischio che il percorso si interrompa.

Sul versante delle imprese, il progetto supporta la gestione delle commesse e il coordinamento con le aziende partner, che trovano nel Distretto anche uno strumento per adempiere agli obblighi normativi in materia di inclusione lavorativa. La sostenibilità del modello si regge sull’integrazione tra rete territoriale e attività produttiva e sul riuso dei materiali, mentre la collaborazione tra imprese, servizi per l’impiego e Terzo Settore lo rende replicabile in altri territori.

A chi è rivolto il progetto

La borsa lavoro è destinata a una persona con disabilità, background migratorio o altra condizione di vulnerabilità, assunta con contratto a tempo determinato per i primi dodici mesi e, in assenza di criticità, a tempo indeterminato. Il percorso formativo viene costruito sulle sue esigenze e sulle competenze che porta con sé.

Il rafforzamento del Distretto ha ricadute sulle persone già coinvolte nei percorsi di inserimento e mantenimento lavorativo all’interno della rete: 105 in Quid, secondo il Bilancio Sociale 2025, e 71 negli altri sette nodi. L’obiettivo di arrivare ad almeno tredici sartorie sociali entro la fine del 2027 permetterà di ampliare ulteriormente il numero di persone raggiunte. Del lavoro del Distretto beneficiano anche le aziende del territorio, gli enti pubblici e le organizzazioni impegnate nell’inclusione lavorativa, insieme alle comunità locali in cui i diversi nodi sono attivi.

 

Nome del progetto: Distretto Innesti
Organizzazione proponente: Cooperativa Sociale Quid
Area di intervento: Inclusione & Sviluppo Sociale