L’umanizzazione delle cure è una delle direttrici indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: significa riconoscere in chi riceve assistenza una persona, con la propria storia e i propri bisogni, prima ancora che un paziente. È un principio che diventa particolarmente urgente nelle residenze di lunga degenza che accolgono persone con disabilità intellettiva severa e profonda, spesso arrivate lì in seguito a situazioni di abbandono e povertà.
Per molti residenti la vita si svolge quasi interamente all’interno della struttura, in spazi chiusi e con pochi legami significativi al di fuori dell’ambiente istituzionale. La mancanza di attività coinvolgenti e di relazioni stabili alimenta un progressivo ritiro, che incide sull’autostima, sul benessere emotivo e sulla salute fisica. Una delle conseguenze più concrete riguarda le cure: visite odontoiatriche e sedute di riabilitazione vengono vissute con livelli elevati di stress, ansia e dolore percepito, e la motivazione a sottoporsi ai controlli diminuisce, con effetti diretti sulla qualità della vita.
Il progetto “Cani da terapia che trasformano vite” di Fundación Tregua
Il progetto introduce guide e cani da terapia nelle unità di Odontoiatria e di Riabilitazione fisica del Pequeño Cottolengo, i servizi in cui i residenti manifestano più difficoltà. Le sessioni sono progettate come momenti ludici e motivanti, in cui la presenza dell’animale aiuta ad abbassare la tensione e rende più accessibile il percorso di cura. Accanto all’accompagnamento sanitario, gli interventi lavorano sull’isolamento e sulla solitudine, offrendo ai residenti occasioni di socializzazione costruite attorno al legame tra persona e animale.
L’iniziativa dà continuità a una collaborazione avviata da otto anni con il Pequeño Cottolengo, durante i quali Fundación Tregua ha lavorato senza interruzioni con bambini, giovani, adulti e anziani delle residenze. Nel tempo, la fondazione ha portato il proprio modello anche in più di otto ospedali pubblici e privati, collaborando con i reparti di Psichiatria e Oncologia, e in realtà come Edu Down e Casa de Luz. Secondo l’istituzione che ospita il progetto, questi interventi hanno prodotto livelli di partecipazione e risultati superiori a quelli di altre terapie complementari.
Nel corso dell’anno di attività il progetto prevede anche la formazione degli operatori e la raccolta di indicatori qualitativi e quantitativi di monitoraggio e valutazione. L’obiettivo è misurare gli effetti degli interventi sulla motivazione, sull’adesione ai trattamenti e sul benessere psicoemotivo dei residenti, e standardizzare il modello per poterlo estendere ad altre residenze del Cile, in particolare fuori dalla Regione Metropolitana, e ad altre istituzioni che accolgono persone con disabilità.
A chi è rivolto il progetto
Il progetto coinvolge 235 bambini, bambine, giovani, adulti e anziani con disabilità intellettiva severa e profonda e in condizione di vulnerabilità sociale, ospiti delle sette residenze del Pequeño Cottolengo a Cerrillos: Hogar Carmen, che accoglie donne adulte; Hogar Fátima, dedicato alle bambine; Hogar San Luis, per i bambini; Hogar Juan XXIII e Hogar San Antonio, che ospitano uomini adulti; Hogar San José e Residencia Mater Dei, rivolti alle persone anziane.
Il lavoro coinvolge anche chi si prende cura di loro ogni giorno. Odontoiatri, tecnici sanitari, fisioterapisti, logopedisti, terapisti occupazionali e operatori delle residenze partecipano alle sessioni e ai momenti di formazione, acquisendo strumenti che possono integrare nella pratica quotidiana. Nel lungo periodo, i dati raccolti potranno sostenere la diffusione dell’intervento in altre strutture, a beneficio di un numero più ampio di persone con disabilità intellettiva.
Nome del progetto: Perros de terapia que transforman vidas
Organizzazione proponente: Fundación Tregua
Area di intervento: Salute & Welfare



