Si è celebrato a Palazzo della Valle il decennale del bando Coltiviamo Agricoltura Sociale, premiando cinque progetti che rappresentano l’eccellenza dell’agricoltura sociale italiana. L’iniziativa, promossa da Confagricoltura e Senior L’Età della Saggezza Onlus, insieme a Reale Foundation e in collaborazione con la Rete delle Fattorie Sociali, ha raggiunto un traguardo importante: in dieci anni sono stati erogati 1,2 milioni di euro a fondo perduto per finanziare 33 progetti, tutti operativi e monitorati, su 728 candidature totali.
Questa edizione ha premiato realtà che hanno saputo coniugare innovazione agricola, inclusione sociale e sostenibilità, creando opportunità concrete per persone con disabilità, giovani migranti e categorie fragili.
I tre vincitori della sezione ordinaria
I tre progetti vincitori della sezione ordinaria hanno ricevuto 40.000 euro ciascuno e una borsa di studio per il Master di Agricoltura Sociale presso l’Università di Roma Tor Vergata.
8pari = Vino Sociale e Pari Opportunità
Azienda Agricola Abellonio Roberto Cascina Piccaluga - Alba (CN), Piemonte
L’Azienda Agricola Cascina Piccaluga di Alba unisce viticoltura d’eccellenza e inclusione sociale attraverso il progetto “8pari”, realizzato in collaborazione con la Cooperativa Sociale Progetto Emmaus. Il vino diventa strumento di riscatto: non solo un prodotto di qualità, ma un bene relazionale che rappresenta il valore condiviso di un percorso di formazione e inserimento lavorativo per persone fragili e svantaggiate. Il progetto dimostra come l’economia solidale possa essere concreta e sostenibile, creando un modello produttivo che valorizza le capacità di ciascuno e genera benessere per l’intera comunità.
Vivaio sociale: coltiviamo inclusione
Azienda vivaistica Tammaro società agricola srl - Pozzuoli (NA), Campania
Nel territorio flegreo, l’Azienda Vivaistica Tammaro, storica realtà nel campo della floricoltura e punto di riferimento per la produzione di varietà autoctone, ha creato un laboratorio di integrazione dove la disabilità non è un limite ma un’opportunità. Attraverso la cura di piante ornamentali, da frutto, da orto e fiori, ragazzi con disabilità sviluppano abilità pratiche, autonomia e responsabilità in un ambiente naturale e accogliente. Il vivaio diventa così uno spazio in cui ogni attività è pensata per valorizzare le capacità individuali, promuovendo l’inclusione sociale e il benessere psicofisico, con il coinvolgimento attivo di famiglie e comunità.
L’Orto dell’Inclusione: Coltivare competenze e relazioni per una comunità solidale
Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra - Ferrara, Emilia-Romagna
A Ferrara, la Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra, in collaborazione con l’Istituto Agrario omonimo, ha dato vita a un orto fuori suolo accessibile e sostenibile gestito da studenti con disabilità e fragilità. Il progetto unisce didattica, agricoltura e inclusione: attraverso il lavoro nell’orto, i ragazzi sviluppano autonomia, competenze pratiche e relazioni significative, riscoprendo il valore del fare insieme e la dignità del proprio contributo. I prodotti coltivati vengono venduti direttamente nel punto vendita del Borgo Le Aie, creando un esempio concreto di economia circolare e solidale. L’intera esperienza sarà raccolta in un manuale replicabile, destinato a diffondersi come buona pratica di agricoltura sociale in Emilia-Romagna e oltre.
Il premio celebrativo del decennale
Un premio speciale da 20.000 euro, ideato da Senior L’età della Saggezza Onlus per celebrare i dieci anni del bando, è stato assegnato a un’impresa guidata da under 35.
Everyone is an alien somewhere: Coltiviamo speranza
Tirollallà Srl - Santa Croce Camerina (RG), Sicilia
La giovane azienda agricola Tirollallà, attiva nella coltivazione di frutti di bosco e altri alberi da frutto con produzione sostenibile a residuo zero, ha conquistato il premio celebrativo del decennale con un progetto che parla di speranza e diritti. “Everyone is an alien somewhere” vuole creare un ambiente di lavoro attrattivo e inclusivo, abbattendo le barriere all’ingresso e riducendo le disuguaglianze. L’azienda crede che la forza di un’impresa siano i lavoratori e che un buon imprenditore debba saperli valorizzare, integrandoli nel progetto aziendale e rendendoli partecipi, se non veri e propri pilastri dell’azienda. Un modello di agricoltura sociale che punta a garantire il diritto al lavoro in un ambiente accogliente e partecipativo, creando un hub nell’area ragusana.
Il premio della sezione speciale Verde pubblico
Un ulteriore riconoscimento di 20.000 euro è stato destinato alle cooperative sociali che si occupano della gestione e riqualificazione del verde pubblico.
L’Agricoltura non ISOLA: percorsi di inclusione socio-lavorativa a Ventotene
Ventotenemia APS - Ventotene (LT), Lazio
Sull’isola di Ventotene, il progetto di Ventotenemia APS intreccia storia, memoria e inclusione sociale. Attraverso la messa a dimora di ulivi e capperi da parte di giovani e immigrati residenti sull’isola, il progetto ripercorre la storia del territorio: dalla bonifica borbonica del 1700 alla nascita del Manifesto di Ventotene, fino alla memoria di Ernesto Prudente, il più grande storico delle isole Ponziane. Un percorso che segue il naturale scorrere di una giornata, dal levante al tramonto, unendo coltivazioni tipiche delle isole Ponziane e creazione di valore sociale nei mesi non turistici. Un primo passo verso un modello più ampio di agricoltura sociale insulare.
Un decennio di impatto sociale
In dieci anni, il bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale” ha finanziato 33 progetti, tutti monitorati e pienamente operativi, sostenendo prevalentemente persone con disabilità fisiche, mentali e disturbi dello spettro autistico, giovani e minori in situazioni di disagio educativo, immigrati, rifugiati e richiedenti asilo, donne fragili e vittime di violenza. Questi numeri confermano come l’iniziativa sia diventata un punto di riferimento nazionale, capace di valorizzare imprese che uniscono innovazione, sostenibilità ed etica, generando impatto positivo sui territori e rafforzando la coesione sociale.
Come sottolineato da Luca Rossin, team leader di Reale Foundation: La decima edizione del Bando Agricoltura Sociale rappresenta un traguardo importante, che conferma quanto questo percorso sia ormai un pilastro della nostra missione. Come fondazione corporate di Reale Group, continuiamo ogni giorno a lavorare per generare un impatto positivo e misurabile nelle comunità. Ora è necessario dotarsi di una visione capace di accompagnare l’evoluzione dell’agricoltura sociale nei prossimi anni, rafforzandone il ruolo economico, sociale e ambientale."
L’agricoltura sociale si conferma così non solo un modello multifunzionale che coniuga obiettivi produttivi con finalità sociali e ambientali, ma anche uno strumento concreto di trasformazione: trasforma fragilità in forza, coltiva non solo prodotti ma anche futuro e solidarietà fra generazioni, e dimostra che quando una comunità investe nelle persone più fragili, non cresce solo chi viene aiutato, ma l’intero territorio.
