Il progetto proposto ha come principale bacino territoriale di utenza il quartiere Barriera di Milano, uno storico borgo operaio, che ha conosciuto nei decenni passati l’immigrazione dal Mezzogiorno e, negli ultimi anni, ha visto insediarsi sul suo territorio numerose famiglie di origine straniera. La Circoscrizione 6, di cui Barriera di Milano fa parte, ha il primato cittadino per numero di cittadini stranieri residenti e per età media più bassa dei suoi abitanti (fonte: Ufficio statistica Città di Torino, 31/12/2016).

Molti giovani di Barriera di Milano, sia italiani sia appartenenti alla seconda generazione di immigrati, sono a rischio di emarginazione sociale: dispersione scolastica, difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro, rischi di coinvolgimento in attività illegali, consumo e abuso di sostanze, sono tra le principali cause di disagio rilevate dall’équipe Piano Giovani del Gruppo Abele, che è attiva su questi territori da circa 10 anni, con progetti di inclusione sociale e prevenzione del disagio giovanile.  

Numerosi ragazzi di questo territorio rientrano tra i cosiddetti NEET (Not engaged in Education, Employment or Training). In particolare, si è rilevato come – spesso tra le stesse famiglie – non vi sia investimento nei percorsi di istruzione e formazione: la scuola non è più vista come uno strumento di elevazione sociale. Inoltre, per la ricerca del lavoro si fa affidamento sulla propria rete parentale e amicale, mentre i canali di ricerca più formali e istituzionali godono di scarse fiducia e considerazione.

Il progetto sostenuto

Il progetto si pone l’obiettivo generale di favorire l’inclusione sociale e lavorativa di giovani, sia italiani sia di origine straniera, appartenenti a fasce di popolazione a rischio di emarginazione ed esclusione sociale. Questo obiettivo generale, si declina nei seguenti obiettivi specifici:

  • favorire l’acquisizione e lo sviluppo di competenze legate alla ricerca attiva del lavoro
  • favorire la capacità di accedere alle risorse e ai servizi del territorio, favorendo una corretta diffusione delle informazioni in merito
  • aumentare le capacità di orientamento e di scelta rispetto all’offerta di formazione professionale presente sul territorio torinese
  • favorire, attraverso l’attivazione di tirocini formativi, l’acquisizione e lo sviluppo di competenze professionali di base e di competenze relazionali, comunicative e organizzative finalizzate a un inserimento positivo negli ambiti lavorativi

I beneficiari diretti del progetto sono giovani tra i 16 e i 29 anni, a rischio di esclusione sociale, residenti nella periferia nord di Torino, principalmente nel quartiere Barriera di Milano. Si intendono raggiungere con le attività progettuali 150 giovani, di entrambi i sessi, con una percentuale significativa di ragazze/i di origine straniera (appartenenti soprattutto alla seconda generazione di immigrati).
Si tratta di giovani che, per motivi socioculturali (abbandono precoce dei percorsi scolasticoformativi, background familiare, scarso livello di alfabetizzazione digitale ecc...), hanno più difficoltà ad attivarsi per la ricerca del lavoro, ad orientarsi rispetto alle possibilità di formazione professionale, ad accedere in maniera corretta e funzionale ai servizi del territorio.

I beneficiari indiretti del progetto sono le famiglie delle ragazze e dei ragazzi coinvolti; la popolazione del quartiere, che beneficerà della diminuzione delle situazioni di marginalità nella popolazione giovanile.

Attraverso le azioni di progetto si intendono favorire nei giovani destinatari processi di empowerment individuale (sviluppo di competenze, consapevolezza di sé e del proprio agire) e l’adozione di un approccio proattivo nella ricerca del lavoro. Dal punto di vista metodologico, il progetto proposto si basa su un approccio di outreach, in cui sono gli operatori a “portare” il servizio alle persone. È una metodologia che ha già dimostrato la sua efficacia, soprattutto nel lavoro sociale con soggetti svantaggiati che hanno più difficoltà di accesso ai servizi tradizionali. Altri elementi cardine dell’impianto metodologico sono l’approccio di genere, con la presenza di donne nell’équipe per facilitare l’incontro con l’utenza femminile, che preferisce in molte situazioni rivolgersi a un’operatrice dello stesso genere; il ricorso alla mediazione interculturale, funzionale alla comprensione dei codici culturali di cui sono portatori i migranti e a un loro più efficace accesso ai servizi.

Un aiuto per i giovani

Ogni martedì in piazza Umbria ed ogni venerdì in piazza Crispi a Torino, dalle 10 alle 13, i ragazzi e le ragazze si possono rivolgere agli operatori presso il furgone bianco attrezzato con due computer, collegamento Internet e stampante.
Lo sportello offre gratuitamente informazioni e supporto in merito all'orientamento lavorativo (dalla compilazione del cv all’invio di candidature on line), orientamento formativo e scolastico, accesso ai servizi del territorio, documenti di soggiorno per stranieri e normative sull'immigrazione. Il servizio offre inoltre uno spazio wi‐fi gratuito. Si possono ottenere informazioni sui documenti di soggiorno, sulla scuola, sui servizi sanitari, sulle normative di lavoro, sull'accesso ai servizi pubblici e privati della città.

È disponibile, in visione e in distribuzione, materiale informativo sui servizi cittadini. L’equipe è composta da tre operatori, tra cui mediatrici interculturali di lingua araba e rumena. Il Punto nasce dalla convinzione che sia necessario investire nell'offerta di strumenti informativi di prossimità, che sappiano essere vicini alle persone e alle loro domande. La popolazione di origine straniera manifesta in modo assai frequente difficoltà di accesso ai servizi, pubblici e privati, presenti sul territorio ciattdino. Questi problemi nascono spesso, a loro volta, da difficoltà di accesso alle informazioni, dovute a incomprensioni di carattere linguisco, culturale, alle scarse risorse a disposizione di queste persone, ai frequenti interventi del legislatore in materia di immigrazione, che spesso rendono oggettivamente difficile la comprensione delle normative.

Nome del progetto: Punto Giovani Lavoro
Organizzazione proponente: Associazione Gruppo Abele ONLUS
Data di avvio: 01/06/2018
Data di conclusione: 28/02/2019