La rianimazione del Presidio Ospedaliero S. Anna è una delle cinque rianimazioni (due al Presidio Molinette, 1 al Presidio Regina Margherita, 1 al Presidio CTO) che fanno capo al Dipartimento di Anestesia, Rianimazione e Emergenza della Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino.

Questa rianimazione, nata nel 1994, rappresenta, nell'ambito della riorganizzazione delle reti ospedaliere prevista dal DM 70 del 2015, I'HUB di riferimento per quanto riguarda la patologia ostetrica e la patologia neoplastica ginecologica (quest'ultima contemplata anche dalla rete oncologica piemontese per quanto attiene alla neoplasia mammaria e a quella ovarica).

Le pazienti ricoverate provengono quindi sia dal Presidio S. Anna (dove vengono espletati circa 8000 parti all'anno) sia da ospedali periferici attraverso il trasferimento diretto oppure dal pronto soccorso o ancora attraverso il passaggio in uno dei reparti di degenza.

Attualmente la terapia intensiva del Presidio Ospedaliero S. Anna è dotata di monitor non adeguati: assenza di telemetria per il controllo dei parametri vitali della paziente da un'unica postazione centralizzata, assenza di moduli per il controllo di parametri cardiocircolatori specifici, etc. L'assenza di una centralina di monitoraggio non consente la revisione dei dati acquisiti dai monitor nelle ore successive (entro 96 ore). La tecnologia a disposizione risulta quindi obsoleta e non più sicura né per le pazienti nè per gli operatori sanitari (medici e infermieri).

In un momento in cui la denatalità è un problema sociale, in cui la fragilità sociale (per impoverimento generalizzato della popolazione che accede al servizio) è in aumento, in cui l'età della prima gravidanza si è spostata sempre più avanti, in cui parte sempre più consistente delle gravidanze arrivano da tecniche di procreazione assistita diventa sempre più importante mantenere e garantire un servizio sicuro. La finalità della richiesta è quindi quella di avere a disposizione delle tecnologie adeguate, alle patologie correlate alla gravidanza e a quelle correlate alla chirurgia oncologica, e di poter continuare a operare in sicurezza in un campo così delicato come quello dell'ostetricia e della ginecologia.

Presso la rianimazione del Presidio Ospedaliero S. Anna vengono ricoverate circa 350 pazienti all'anno. Circa il 60% sono pazienti ostetriche con patologie preesistenti la gravidanza (cardiopatie congenite e non, insufficienza renale, pazienti trapiantate, neoplasie, patologie infettive, etc) o con patologie della gravidanza (prima tra tutte la preclampsia, l'eclampsia, le patologie placentari, il diabete, etc).

Le patologie ginecologiche sono rappresentate invece da patologie oncologiche (tumori della mammella, utero e ovaio). Anche in questo caso, essendo spesso interventi complessi (che richiedono la presenza di figure professionali multispecialistiche), richiedono una attenzione post-operatoria di tipo intensivistico per evitare o ridurre la comparsa di complicanze legate ad un decorso post-operatorio non ottimale.

Il progetto si basa sulla consapevolezza che la cura della paziente non può prescindere dalle competenze professionali, dall'umanità delle cure, ma certamente anche dalla componente tecnologica. La monitorizzazione in terapia intensiva è uno strumento che consente di valutare in tempo reale - i parametri necessari per l'impostazione, la modifica e il prosieguo delle terapie. L'avanzamento tecnologico permetterà, in una seconda fase, l'adozione di una cartella clinica elettronica (unica per infermieri e medici) che rappresenta, oltre che un allineamento alle linee guida internazionali, anche un fattore di maggior sicurezza per la paziente in quanto in grado di ridurre gli errori (di lettura, di trascrizione, di terapia, etc).